Luigi Vollaro in mostra al Museo ARCOS di Benevento, un Dialogo con la materia

Il Museo ARCOS di Benevento ospita una mostra imperdibile dedicata allo scultore Luigi Vollaro, dal titolo “Luigi Vollaro. Dialogo con la materia”. L’inaugurazione si è tenuta sabato 15 marzo 2025 e la mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 4 maggio 2025.
L’esposizione, promossa dalla Provincia di Benevento, dal Museo ARCOS in collaborazione con il Museo-FRAC Baronissi e la Casa Turese Edizioni d’arte, con il sostegno dell’azienda Tekla, ha presentato venti sculture che riassumono le esperienze di Vollaro dagli anni ’80 fino ad oggi.
A cura di Massimo Bignardi, noto critico d’arte, la rassegna presenta una disamina approfondita del percorso scultoreo dell’artista, permettendo di osservare la sua evoluzione stilistica, dalle terrecotte degli esordi – testimonianza delle prime sperimentazioni materiche – ai Piombi degli anni ’90, caratterizzati da una ricerca formale più strutturata, fino all’ampio ciclo dei Rami, realizzati a partire dai primi anni 2000, che evidenziano una rinnovata attenzione alla relazione tra scultura e spazio circostante.
Come evidenziato da Ferdinando Creta, Direttore artistico del Museo, la scelta di dedicare una mostra monografica a Luigi Vollaro si inserisce nel più ampio progetto del Museo ARCOS di Benevento di valorizzare il patrimonio artistico locale, promuovendo al contempo un dialogo con le tendenze artistiche internazionali. La mostra, infatti, rappresenta un’ulteriore tappa di un percorso che ha visto il museo impegnato nella promozione dell’arte contemporanea, con un’attenzione particolare alla scultura.
Luigi Vollaro, originario di Scafati, classe 1949, vanta una carriera di notevole spessore, caratterizzata da un’intensa attività espositiva costellata di mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Tra le tappe più significative, la partecipazione alla XI Quadriennale d’Arte di Roma, il Premio internazionale di scultura Costantino Nivola e la presenza al Padiglione Italia della 54a Biennale di Venezia. Vollaro è un artista che si muove liberamente nel panorama dell’arte contemporanea, senza aderire rigidamente a una singola corrente. Non risulta impresa semplice inserirlo in un singolo movimento artistico in quanto il suo lavoro attraversa diverse fasi e influenze. In alcune opere, Vollaro sembra dare importanza al concetto che sottende la forma, più che alla rappresentazione realistica. Questo approccio è tipico dell’arte concettuale, che mette in primo piano l’idea e il processo creativo. L’attenzione alla relazione tra scultura e ambiente circostante può richiamare alcune opere di Land art, che spesso utilizzano materiali naturali integrandosi con il paesaggio.
Massimo Bignardi, profondo conoscitore dell’intenzione di Vollaro, pone in risalto la capacità dell’artista di trasmutare la materia in un “incipit immaginativo”, un punto di partenza per un processo ideativo che culmina nella forma scultorea. Le opere di Vollaro trascendono la mera oggettualità, configurandosi come espressioni di un dialogo intimo e profondo con la materia. Quest’ultima, lungi dall’essere un mero supporto, si eleva a veicolo di significati e suggestioni, sollecitando la percezione e l’interpretazione dello spettatore. Per esemplificare meglio questo concetto, si immagini Vollaro all’inizio della sua carriera, mentre lavora con la terracotta. Non vede semplicemente un blocco di argilla, ma un mondo di possibilità: la terracotta, con la sua plasticità e la sua capacità di conservare le tracce del tocco, diventa il punto di partenza e, con le sue mani, Vollaro modella l’argilla, la trasforma, le dà vita, non si limita a imitare la realtà, ma la reinterpreta, la trasfigura. La scultura che nasce è il risultato del dialogo tra l’uomo e la materia, una creazione che esprima la propria visione interiore, perché, come direbbe Oscar Wilde, «Nessun grande artista vede mai le cose come realmente sono. Se lo facesse, cesserebbe di essere un artista».
